WILSON PICKET

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E’ stato il primo cantante soul "panamericano", capace di fondere diversi stili regionali. Nativo dell’Alabama, con base a New York, trovó la giusta aria musicale a Detroit ma un clima ancora piú favorevole a Memphis. In questo suo personale "giro dell’America", non smise mai di essere se stesso: un irrequieto, imprevedibile, selvatico soul man in una parola sola "The Wicked Pickett", il re della funky music. Il suo non fu mai il nobile lamento soul dei maestri classici, il crepitante fuoco che a Redding rimaneva in gola; piú vicino all’urlo sfrenato di James Brown, era una forza bruta che scuoteva la voce fin dai visceri e si lanciava in rocambolesche evoluzioni. Se si eccettuano le prime, piú educate canzoni con I Falcons, tutti i pezzi di Pickett sono vento e tempesta, un soffio impetuoso che divora l’artista e ne riduce il canto a sconnesso balbettio: cosí in the midnight hour, funky broadway, mustang sally, land of 1000 dances, che tra il 1965 e il 1967 segnano il momento d’oro del Wicked, aiutato dalla mano felice degli uomini Stax.
Troppo vero per essere usato, troppo insano per una tranquilla permanenza nel mondo dello show business, Wilson Pickett abita ancora oggi un angolino della scena black; il temperamento lo sorregge ma non il repertorio e l’orgoglio lo tiene al largo del circuito della nostalgia. Le ultime sue grandi prodezze hanno quasi vent’anni; quando fuggí da Memphis per approdare ai Muscle Shoals Studios di Rick Hall, in Alabama, e nel corso di una memorabile session si mangió Mc Cartney e tutti I Beatles, cosí, in un boccone, giusto il tempo di spalancare le fauci per intonare hey jude.

File MIDI:

634-5789

Land of 1000 dances

Midnight hour

Mustang Sally1

Mustang Sally2

Mustang Sally3

Mustang Sally4

Mustang Sally5

Sunny

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